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CinemadoniaParlare di cinema e culture indipendenti
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Immagini, emozioni, interpretazioni: il cinema incontra la mente.

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Una famiglia legge insieme manga in una biblioteca domestica, illustrazione fornita per Manganime
CULTURA POP · MEDIA LITERACY · PREVENZIONE

Manganime

Per genitori e altri alieni

I manga sono i fumetti, gli anime le animazioni, film o serie TV animate giapponesi. Di solito viene prodotto prima il manga, poi di seguito viene animato in un film singolo o in una serie, a seconda del successo di pubblico.

Guardare ad essi solo come un prodotto culturale o subculturale esotico è un grave errore di valutazione. Errore che spesso gli adulti e la generazione dei boomer e degli X compiono, ossia tutti quelli che hanno dai 50 anni in su oggi.

La realtà è che i manga e gli anime costituiscono la letteratura popolare globalizzata e cross culturale che influenza pesantemente le culture del Terzo Millennio. I manga e gli anime possono essere usati come strumenti influenti per la sensibilizzazione al disagio psicologico, alla inclusione sociale e contro i vari stigma.

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Cinema e psiche

La mente dentro le immagini.

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Il cinema, tra noi

Tre modi di abitare le immagini: guardarci insieme, superare i pregiudizi, inventare nuove visioni.

IN/VISIBILI — Il cinema ci mostra, le storie ci uniscono, insieme siamo più vivi; locandina Cinemadonia e Stigmamente
01 · CINEMA INSIEME

IN/VISIBILI

Il cinema da vedere insieme. Film e serie diventano occasioni per riconoscersi, emozionarsi, parlare.

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03 · ARTE DIGITALE E COMUNITÀ

Cinema e Altre Muse

Cinema, arti digitali e culture indipendenti: il percorso di The Wrong Biennale e le esposizioni online.

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venerdì 15 settembre 2017

Dust - Cortometraggio Sci-Fi pluripremiato [eng]

Dust from Ember Lab on Vimeo.

A Sci-Fi, fantasy inspired by anime and classic horror, Dust is set in a harsh and unpredictable natural environment where people have isolated themselves in an ancient city behind a massive wall. A socially marginalized tracker teams up with a black-market merchant to save the society that has rejected his way of life.
This project would not have been possible without the generous support of the Kickstarter community.
Cast:
Irezumi - Mashasi Odate
Medicine Merchant - Michael Evans Lopez
Written By: Jason Gallaty, Josh Grier & Mike Grier
Director of Photography: Michael Nie
Art Director: Eoin Colgan
Music: Theophany (Jason Gallaty)
VFX Supervisors: Philip McGuire, Hunter Schmidt, Andrew Thompson
Dust is Directed by Mike Grier and is an Ember Lab production. To find out more about the Film and Ember Lab visit:emberlab.com/dustpresskit/
Awards:
Dragon Con - Best Film
Hollyshorts - Best Sci-Fi
Filmquest - Best of Fest
Filmquest - Best VFX
Filmquest - Best Art Direction
Filmquest - Best Cinematography
Worldfest - Remi Award Winner

Come nasce Cinemadonia

Manfredonia – PARLARE di cultura in un paese di circa 60.000 abitanti, grande ovvero quanto un terzo dei capoluoghi di provincia italiani, potrebbe sembrare vano o soltanto “presuntuosamente pantagruelico”. Onnivoro. Difatti, le iniziative culturali presenti attualmente a Manfredonia, ad esclusione di discussioni, forum o attività inerenti la politica, si possono (davvero )contare sulla punta di  una mano.
Siamo davvero messi così male? In tutto ciò che è pubblico vale il principio economico della domanda e offerta. Certo non sempre si tratta di vile denaro, pertanto la domanda si impone: ma questa città davvero chiede cosi poco?
Sono sufficienti quelle due ore domenicali di sport e quell’ora e mezza di “vandammate” la sera? Con tutta l’informazione che gira sulla rete, non un sussulto, non un interesse stuzzicato? Naturalmente non è cosi: gli interessi culturali sono curati a Manfredonia. Per necessità, fatta virtù, hanno acquisito una dimensione privata.
Esistono fior di musicisti, scacchisti, arcieri, scrittori, astrofili, artisti e  sportivi in questa città (se qualcuno ancora vuole ricordarlo). Abbiamo pertanto pensato di offrire loro uno spazio (web)pubblico e gratuito, che si arricchisce se vi si partecipa, o deperisce se non interessa. Ognuno è libero di postare, segnalare, comemntare, nel rispetto della nettiquette e del vivere civile, fatti di cultura. Cultura, lo ricordiamo, non è sinonimo di erudizione o di “incomprensibile”.
Abbiamo adottato come logo un’immagine di una stele dauna, è vero però che nello scegliere l’immagine abbiamo pensato anche alle parole di quello “sfigato” di Leopardi sulla dolcezza del naufragar. Lui almeno dalla provincia uggiosa e gretta è riuscito a scovare e condividere un raggio luminoso e tracciante. (Stato/Luigi Starace)

RASSEGNA da VENEZIA a ROMA 14/20 settembre 2017




per segnalare eventi scrivere a cinemadonia@gmail.com
All’interno del progetto Il cinema attraverso i Grandi Festival torna la rassegna DA VENEZIA A ROMA. Ideata ed organizzata da ANEC Lazio, in collaborazione con CityFest – Fondazione Cinema per Roma, la rassegna propone una selezione di titoli provenienti delle varie sezioni della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tutti proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano. Oltre 40 titoli, suddivisi in 7 giornate di programmazione nelle 11 sale coinvolte: coinvolgendo numerosi quartieri, da Prati (Adriano, Eden, Giulio Cesare) a Trastevere (Nuovo Sacher, Intrastevere), da Pinciano (Barberini, Savoy, Mignon) al centro storico (Farnese, Quattro Fontane), passando per Testaccio (Greenwich). Come ogni anno, la programmazione della rassegna sarà arricchita da incontri con registi e protagonisti dei film presentati. Per tutti gli aggiornamenti durante la rassegna, è possibile consultare la pagina Facebook dell’evento: Locarno & Venezia a Roma.

IL PROGRAMMA

Giovedì 14
FARNESE 18.00 VOLUBILIS di Faouzi Bensaïdi 20.30 IL CONTAGIO di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini
GIULIO CESARE 17.45 THE THIRD MURDER di Hirokazu Koreeda 20.15 L’INSULTE di Ziad Doueiri 22.30 THE TESTAMENT (HA EDUT) di Amichai Greenberg
ADRIANO 16.00 LA FIDÈLE di Michaël R. Roskam 18.30 TEAM HURRICANE di Annika Berg 20.30 JUSQU’À LA GARDE di Xavier Legrand 22.30 LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico
Venerdì 15
FARNESE 16.30 THE TASTE OF RICE FLOWER di Pengfei 18.30 LOOKING FOR OUM KULTHUM di Shirin Neshat 20.30 L’EQUILIBRIO di Vincenzo Marra 22.30 LIFE GUIDANCE di Ruth Mader
NUOVO SACHER 16.30 IL SIGNOR ROTPETER di Antonietta De Lillo a seguire LA NUIT OÙ J’AI NAGÉ di Damien Manievel, Igarashi Kohei 18.30 HAPPY WINTER di Giovanni Totaro 20.30 JUSQU’À LA GARDE di Xavier Legrand 22.30 DRIFT di Helena Wittmann
GREENWICH 16.00 NO DATE NO SIGNATURE di Vahid Jalilvand 18.00 TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola 20.15 L’INSULTE di Ziad Doueiri / 110′ (C) 22.30 THE THIRD MURDER di Hirokazu Koreeda
INTRASTEVERE 16.00 IL CRATERE di Luca Bellino, Silvia Luzi 18.00 LES BIENHEUREUX di Sofa Djama 20.15 LA MÉLODIE di Rachid Hami 22.30 SARAH JOUE UN LOUP-GAROU di Katharina Wyss
Sabato 16
FARNESE 18.00 EYE ON JULIET di Kim Nguyen 20.00 LONGING (GA’AGUA) di Savi Gabizon 22.00 GETTING NAKED: A BURLESQUE STORY di JamesLester
GIULIO CESARE 16.30 PIN CUSHION di Deborah Haywood 18.30 IL CRATERE di Luca Bellino, Silvia Luzi 20.30 PIAZZA VITTORIO di Abel Ferrara 22.15 LA FIDÈLE di Michaël R. Roskam
Domenica 17
FARNESE 16.30 THIRST STREET di NathanSilver 18.30 CANDELARIA di Jhonny Hendrix Hinestroza 20.15 LOOKING FOR OUM KULTHUM di Shirin Neshat 22.00 SAMUI SONG di Pen-ek Ratanaruang
GIULIO CESARE 16.00 HAPPY WINTER di Giovanni Totaro 18.00 THE GULF (KORFEZ) di Emre Yeksan 20.15 ANGELS WEAR WHITE di Vivian Qu 22.30 THE TESTAMENT (HA EDUT) di Amichai Greenberg
Lunedì 18
FARNESE 17.00 LONGING di Savi Gabizon 19.00 LIEVITO MADRE – LE RAGAZZE DELSECOLO SCORSO di Concita De Gregorio, Esmeralda Calabria 20.30 LA VOCE DI FANTOZZI di Mario Sesti 22.30 EYE ON JULIET di Kim Nguyen ‘
BARBERINI 16.00 LES BIENHEUREUX di Sofa Djama 18.15 LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico 20.15 VICTORIA & ABDUL di Stephen Frears 22.30 PIAZZA VITTORIO di Abel Ferrara
QUATTRO FONTANE 16.00 DISAPPEARANCE (NAPADID SHODAN) di Ali Asgari 18.00 FOXTROT di Samuel Maoz 20.15 FOXTROT di Samuel Maoz 22.30 THE THIRD MURDER di Hirokazu Koreeda
QUATTRO FONTANE SALA 2 18.00 LA MÉLODIE di Rachid Hami 20.15 TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola 22.30 NO DATE NO SIGNATURE di Vahid Jalilvand
Martedì 19
FARNESE 16.30 THE TASTE OF RICE FLOWER di Pengfei 18.30 CANDELARIA di Jhonny Hendrix Hinestroza 20.30 THE MILLIONAIRS di Claudio Santamaria a seguire THIRST STREET di Nathan Silver
GIULIO CESARE 16.00 SARAH JOUE UN LOUP-GAROU di Katharina Wyss 18.00 TEAM HURRICANE di Annika Berg 20.15 VICTORIA & ABDUL di Stephen Frears 22.30 NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli
EDEN 16.30 EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman 20.15 LA VILLA di Robert Guédiguian 22.30 IL SIGNOR ROTPETER di Antonietta De Lillo a seguire DISAPPEARANCE (NAPADID SHODAN) di Ali Asgari
Mercoledì 20
FARNESE 16.00 IL RISOLUTO di Giovanni Donfrancesco 19.00 IL TENTATO SUICIDIO NELL’ADOLESCENZA di Ermanno Olmi 20.00 LA LEGGE DEL NUMERO UNO di Alessandro D’Alatri a seguire RACCONTARE VENEZIA di Wilma Labate 21.30 EXTRA: CASA D’ALTRI di Gianni Amelio a seguire AQUAGRANDA IN CRESCENDO di Giovanni Pellegrini
SAVOY 16.00 ANGELS WEAR WHITE di Vivian Qu 18.30 EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman 22.15 JUSQU’À LA GARDE di Xavier Legrand
MIGNON 16.30 THE GULF (KORFEZ) di Emre Yeksan 18.15 LA VILLA di Robert Guédiguian 20.30 NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli 22.30 PIN CUSHION di Deborah Haywood

INGRESSI
Intero: 7 euro
Ridotto: 6 euro per over 65, Studenti Universitari, Iscritti SNCCI, Studenti di: Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté, Centro Sperimentale di Cinematografia, Link Campus University.
Fidelity card: ogni 5 ingressi acquistati, 1 è in omaggio

Jululu viaggio musicale in un angolo di Africa nel sud Italia. Venezia 74 Mostra Internazionale di Cinema MigrArti 2017

Vincitore del Progetto MiBAC MigrArti 2017 Miglior regia di Michele Cinque alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il cortometraggio, presentato il prossimo 7 settembre a Venezia, è nato da un’idea di Sestilia Pellicano e Yvan Sagnet ed è stato prodotto dalla Lazy Film. La fotografia è di Stefano Usberghi e la regia di Michele Cinque.
Jululu è un viaggio musicale in un angolo di Africa nel sud Italia, nelle vaste piane coltivate a pomodoro nella provincia di Foggia. Badara Seck, musicista griot senegalese, come una guida sciamanica, attraversa questi luoghi alla ricerca di Jululu, l’anima collettiva africana, fino ad arrivare in uno dei ghetti dove si riversano i lavoratori agricoli immigrati per la stagione della raccolta.




Ricordatevi, non esiste il cibo a basso costo, se esiste è perché qualcun altro ne ha già pagato parte del prezzo




Yululu, film di testimonianza in forma di breve narrazione poetica, ha gli occhi profondi di un ragazzo del Camerun che oggi porta avanti il senso di una lotta non ancora vinta. Yululu ha la memoria di Yvan Sagnet, la sua determinazione, la sua costanza, la sua scelta morale, tradotte in una piccola storia. Quindici minuti tra i volti stanchi e i desideri sussurrati in penombra, tra l’esercizio della pazienza e la ricerca di un perché, provando a immaginarsi il domani. I giovani braccianti delle prigioni agricole sognano di cantare, di viaggiare, di aprirsi una parrucchieria o di fare successo con una band. E i loro canti, le preghiere, i rari momenti di musica e di evasione, le chiacchiere sottovoce, i pochi minuti al telefono coi genitori, sono gli indizi di un’umanità che resta, nonostante tutto. L’Italia del terzo millennio è anche qui. Tra colpe antiche, incapacità o connivenze attuali, rimozioni puntuali.





L’assenza dello Stato produce un’altra legge: il ghetto è necessario al sistema economico



Solo poco più di un mese fa si concluse con undici persone condannate, con una sentenza in primo grado della Corte d’Assise di Lecce, l’inchiesta SABR del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e dei Carabinieri del Ros nata nel 2008 e terminata nel 2011 in concomitanza della rivolta nella masseria Boncuri con a capo Yvan Sagnet, a Nardò in provincia di Lecce. La sentenza del presidente Roberto Tanisi, la prima in Italia per “riduzione in schiavitù”, conferì agli imputati undici anni di reclusione e l’interdizione dagli pubblici uffici. La vicenda fu raccontata nel libro Ama il tuo sogno da Sagnet medesimo.





mercoledì 13 settembre 2017

#Shannara 1 season

E’ in corso una (delle tante) nuova serie fantasy: Shannara, tratta dai romanzi di Terry Brooks scritti a cominciare dal 1978. L’attuale serie è la riproposizione del libro dei primi anni 80, il secondo della prolifica serie sulla dinastia degli eroi della casata degli Shannara. La riproposizione in chiave cinematografica di intere saghe letterarie mainstrem è stata sdoganata dal successo planetario ottenuto dal Trono di Spade. Un successo per l’opera più famosa di Martins da far anticipare, forse, nella serie tv particolari della storia inediti. La differenza in velocità di realizzazione fra lentezza produttiva del cartaceo rispetto alla rapida messa in scena televisiva (ma di qualità e budget cinematografici) avvantaggerà sempre di più le lunghe saghe tematiche, rendendo il lavoro di sceneggiatura più leggero. Il budget risparmiato in sceneggiatori viene cosi destinato alla cura del dettaglio visivo, per rendere un’esperienza visiva sempre più coinvolgente e fidelizzante. Se nel Trono di Spade il plus è nei costumi, nelle nudità generose di professioniste del settore e nel numero delle comparse (cresciuto con il progredire delle stagioni della serie) nelle Cronache di Shannara è la computer graphic 2D e 3D ad essere pantagruelica.
Le Cronache di Shannara è ambientato in un futuro millenario post apocalittico. L’uomo ha dato luogo a mutazioni “magiche” popolando il mondo anche di gnomi, nani e troll. Gli elfi rimangono, da copione una specie apparte. I demoni sono il risultato dell’uso della magia. La visione è quindi manicheistica: esistono il bene e il male con una buona quota di predestinazione, ma la maggior parte degli abitanti della Terra è scettica e molto pragmatica. Poca violenza e niente sesso, anche se i protagonisti vivono tutti gli aspetti dell’affettività. Una serie pensata quindi per lo stesso pubblico adolescente e nerd che percepisce la differenza fra le orecchie di un elfo e quelle di un mezz’elfo. Brooks fu accusato nel 1978 di aver plagiato Tolkien. In realtà paga debito maggiore verso il gioco di ruolo Daungeons and Dragons (DaD) diffusosi a livello mondiale proprio nei primi anni Ottanta. Le Cronache di Shannara mostrano anche una certa somiglianza con imeccanismi narrativi della serie televisiva fantascientifica (ancora in corso) Defiance, in cui l’apocalisse e le nuove razze (una molto simile a quella elfica) vengono causate da alieni spaziali. Costante come nella maggioranza della produzione dedicata ai giovani adulti recente è la centralità delle figure femminili, dalle cui scelte si formano o dissolvono destini collettivi se non cosmici. Che siano coraggiosi prometei in gonnella, seduttrici non morbose o figure messianiche il peso del mondo è posto sulle loro spalle. A riguardo di personaggi femminili coraggiosi ma fragili è doveroso ricordare la capostipite seriale Buffy l’ammazza vampiri.
Il ruolo del contenitore, del mentore fiducioso e iniziatore è affidato alla Natura non antropizzata. “Naturalmente” sempre poco ascoltata dai più. Infine al maschio il venir coinvolto negli eventi senza averlo sempre scelto con una certa lentezza nell’entrare in partita. Se quindi non brilla per creatività letteraria le Cronache di Shannara ha il pregio di essere un vero spettacolo per gli occhi sia nella descrizione di ciò che è rimasto della nostra attuale civiltà dopo l’apocalisse sia nel proporre atmosfere d’effetto al pari dei migliori giochi per piattaforma. Non solo: l’influsso delle spettacolari immagini sviluppate dai disegnatori del gioco di carte Magic è evidente.
La storia è raccontata con suspance e mestiere, difficile che annoi. Un ottimo risultato nel complesso. Da una serie in cui la magia e la conoscenza di se stessi sono il cardine di ogni azione ci si sarebbe aspettato una maggiore narrazione creativa.
(A cura di Luigi Starace, Manfredonia 03 febbraio 2016)

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