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I manga sono i fumetti, gli anime le animazioni, film o serie TV animate giapponesi. Di solito viene prodotto prima il manga, poi di seguito viene animato in un film singolo o in una serie, a seconda del successo di pubblico.

Guardare ad essi solo come un prodotto culturale o subculturale esotico è un grave errore di valutazione. Errore che spesso gli adulti e la generazione dei boomer e degli X compiono, ossia tutti quelli che hanno dai 50 anni in su oggi.

La realtà è che i manga e gli anime costituiscono la letteratura popolare globalizzata e cross culturale che influenza pesantemente le culture del Terzo Millennio. I manga e gli anime possono essere usati come strumenti influenti per la sensibilizzazione al disagio psicologico, alla inclusione sociale e contro i vari stigma.

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mercoledì 13 settembre 2017

#Shannara 1 season

E’ in corso una (delle tante) nuova serie fantasy: Shannara, tratta dai romanzi di Terry Brooks scritti a cominciare dal 1978. L’attuale serie è la riproposizione del libro dei primi anni 80, il secondo della prolifica serie sulla dinastia degli eroi della casata degli Shannara. La riproposizione in chiave cinematografica di intere saghe letterarie mainstrem è stata sdoganata dal successo planetario ottenuto dal Trono di Spade. Un successo per l’opera più famosa di Martins da far anticipare, forse, nella serie tv particolari della storia inediti. La differenza in velocità di realizzazione fra lentezza produttiva del cartaceo rispetto alla rapida messa in scena televisiva (ma di qualità e budget cinematografici) avvantaggerà sempre di più le lunghe saghe tematiche, rendendo il lavoro di sceneggiatura più leggero. Il budget risparmiato in sceneggiatori viene cosi destinato alla cura del dettaglio visivo, per rendere un’esperienza visiva sempre più coinvolgente e fidelizzante. Se nel Trono di Spade il plus è nei costumi, nelle nudità generose di professioniste del settore e nel numero delle comparse (cresciuto con il progredire delle stagioni della serie) nelle Cronache di Shannara è la computer graphic 2D e 3D ad essere pantagruelica.
Le Cronache di Shannara è ambientato in un futuro millenario post apocalittico. L’uomo ha dato luogo a mutazioni “magiche” popolando il mondo anche di gnomi, nani e troll. Gli elfi rimangono, da copione una specie apparte. I demoni sono il risultato dell’uso della magia. La visione è quindi manicheistica: esistono il bene e il male con una buona quota di predestinazione, ma la maggior parte degli abitanti della Terra è scettica e molto pragmatica. Poca violenza e niente sesso, anche se i protagonisti vivono tutti gli aspetti dell’affettività. Una serie pensata quindi per lo stesso pubblico adolescente e nerd che percepisce la differenza fra le orecchie di un elfo e quelle di un mezz’elfo. Brooks fu accusato nel 1978 di aver plagiato Tolkien. In realtà paga debito maggiore verso il gioco di ruolo Daungeons and Dragons (DaD) diffusosi a livello mondiale proprio nei primi anni Ottanta. Le Cronache di Shannara mostrano anche una certa somiglianza con imeccanismi narrativi della serie televisiva fantascientifica (ancora in corso) Defiance, in cui l’apocalisse e le nuove razze (una molto simile a quella elfica) vengono causate da alieni spaziali. Costante come nella maggioranza della produzione dedicata ai giovani adulti recente è la centralità delle figure femminili, dalle cui scelte si formano o dissolvono destini collettivi se non cosmici. Che siano coraggiosi prometei in gonnella, seduttrici non morbose o figure messianiche il peso del mondo è posto sulle loro spalle. A riguardo di personaggi femminili coraggiosi ma fragili è doveroso ricordare la capostipite seriale Buffy l’ammazza vampiri.
Il ruolo del contenitore, del mentore fiducioso e iniziatore è affidato alla Natura non antropizzata. “Naturalmente” sempre poco ascoltata dai più. Infine al maschio il venir coinvolto negli eventi senza averlo sempre scelto con una certa lentezza nell’entrare in partita. Se quindi non brilla per creatività letteraria le Cronache di Shannara ha il pregio di essere un vero spettacolo per gli occhi sia nella descrizione di ciò che è rimasto della nostra attuale civiltà dopo l’apocalisse sia nel proporre atmosfere d’effetto al pari dei migliori giochi per piattaforma. Non solo: l’influsso delle spettacolari immagini sviluppate dai disegnatori del gioco di carte Magic è evidente.
La storia è raccontata con suspance e mestiere, difficile che annoi. Un ottimo risultato nel complesso. Da una serie in cui la magia e la conoscenza di se stessi sono il cardine di ogni azione ci si sarebbe aspettato una maggiore narrazione creativa.
(A cura di Luigi Starace, Manfredonia 03 febbraio 2016)

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